mercoledì, 30 agosto 2006

e così finirono le vacanze anche per te. per parte mia, potevi perpetrarla sta vacanza, così mi sarei potuta evitare tutta la trafila che ne consegue. perchè sì, avevo subodorato qualcosa, ma ancora non avevo totalmente preso atto del fatto che non ti avrò più a pochi centimetri di distanza, che non ti vedrò più arrivare ogni mattina con la faccia ancora sul cuscino, che non mi fisserai più di proposito sapendo che mi fai ridere, che non potremmo più trattarci male in segno d'affetto, che non starò più a fissare quella curva aspettando di vederti spuntare, che non mi starai più addosso, che non ce la rideremo più come matti RIGOROSAMENTE  a discapito degli altri, che non faremo più discorsi che ci prendevano totalmente tanto che dovevano anche dirci di star zitti perchè parlavamo come se ci fossimo solo noi al mondo, che non fingerò più di essere arrabbiata, che non vedrò più la tua faccia di culo sorridermi, che non vedrò più la tua faccia di culo respirarmi quasi sulla bocca, che non vedrò più la tua faccia di culo.

a volte le cose non succedono, ma si sentono. è come quando sei sul divano tu, il tuo uomo & la tua amica, vai in cucina per perndere da bere & quando torni li trovi che parlano, giocondi & protesi l'uno verso l'altro che nemmeno s'accorgono di te, allora lo capisci, anche se non è successo [ancora] nulla, realizzi che lui è un pesce preso con la botta & lei è sulla buona strada per essere da te catalogata come TROIA INFAME. donna, insomma. 

 ed è proprio quello che successe, quando venni a vedere com'erano andate le cose. e me lo ricordo ancora, gesù se me lo ricordo, che io stavo andando via, scendendo le scale, e tu dalla cima della rampa mi chiami, io mi fermo e mi dici: grazie di tutto. niente, dico io, scendendo le scale & guardando a terra. e tu di nuovo, urlandolo: grazie! io di nuovo, urlandolo: niente! ... e capii.

quando ti chiedi quand'è che cominciò? poi lo capisci. cazzo, dici. magari non lo dici, ma lo pensi.

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domenica, 27 agosto 2006

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.. BRRRRRRR.

quando avete finito di leggere, tirate la lingua a Gene Simmons per uscire dalla pagina.

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sabato, 26 agosto 2006
data l'atmosfera northern soul, mi sento quasi in dovere di stare molto easy, di dover dire quante più parolacce mi vengano alla mente cazzotroiachebellononmenevengonopiù. questo super-io deve smetterla di lavorare così. vorrei fosse un pò più freak, stai scioooolto fratello.

scenetta: A incontra B. A non vede B dall'inizio dell'estate, per cui il soggetto in questione dà inizio ad una luuuunga serie di interminabili & inutili convenevoli che sia lui che B [soprattutto B] si risparmierebbero se non fosse che i preliminari contano eccome.

A: heeey, quanto tempo! come staaaai, ti trovo bene, belli i capelli!
B: sono quelli che mi hai sempre visto in testa, neanche li ho tagliati.
A: beh ti stanno bene! come stai, tutto a posto?
B: non sono brava a tenere le cose al loro posto, anche perchè le cose non hanno per forza un LORO
    posto.
A: eheheh capiscocapisco seeenti...
B: i tuoi capelli invece che ti hanno fatto per farti essere così crudele nei loro confronti?
A: cosa?
B: chi ha parlato? senti le voci?
A: ah no credevo ... che caldo mamma mia.
B: si stava meglio quando si stava peggio non ci sono più le mezze stagioni le donne sono troie
    i napoletani sono tutti mafiosi gli uomini sempre io tarzan tu jane i gusti sono gusti vivi & lascia
    vivere... credo sia tutto, andiamo avanti? [anzi la finiamo qui che è meglio].

al che A, dall'alto della sua impeccabile abbronzatura integrale, sente l'irrefrenabile voglia di porre a B la domanda più intelligente che il suo cervello, già labile di per sè, figurarsi dopo una spropositata esposizione solare, riesce ad elaborare:

A: allora, che hai fatto st'estate?
B: ho finto di essere morta & ho imparato le capitali di tutto il mondo.
A: vabbè che ci vuole, berlino, parigi, roma..
B: ouagadougou
A: cosa?
B: capitale del burkina faso. vuoi sapere quella del bophuthatswana?
A [con occhio un pò diffidente, un pò schifato]: io invece.. [B alza gli occhi verso il cielo]
A: che c'è?
B: no controllavo il cielo, che non ci fossero aerei in giro, sai, ho visto Donnie Darko & ho paura che
    mi caschi il motore di un aereo in testa.
A: bello Donnie Darko, vero?
[B pensa: sì, lui fighissimo, io parlo del film, non so se hai presente, tra le varie inquadrature all' attore c'erano anche quelle di altre persone, e, non ci crederai, ma queste persone parlavano tra loro!! è incredibile lo so, non volevo crederci, cazzo, questi parlano. ed ho pensato, dio mio, ma vuoi vedere che anche in "7 anni in tibet" il biondino parla? e parlava!! allora ho tirato giù tutta la videoteca, però sai, non è che contino molto i dialoghi, sono particolari irrilevanti. anche in "la caricano in 101" ci sono, ma non è che servano molto.]
B: sì, bello.
A: beh io vado sennò faccio tardi per farmi la lampada, sono una mozzarella! ci sentiamo, ciao!
B: in effetti hai un colorito un pò pallido eh. certo che ci sentiamo, ti chiamo io però. ciao.

stevie wonder anoressico, ma vattene affanculo.
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venerdì, 25 agosto 2006

ma che schifo, il mondo è così grande, perchè cazzo devono venire a scoparmi addosso ste mosche? proprio sul bracciolo della poltrona? è il caso? controllatevi. fate un casino della madonna, con quello zzzz orgasmico, & poi non ho intenzione di trovarmi liquido seminale sparso per casa. qui non è woodstock, non potete darvi all'amore libero & ad orge senza fine. eccheccazzo. poi non so se si ha presente il film LaMosca, eh, che film del genere non dovrebbero proprio pensarli.

[guardando gli europei di atletica]

M.: se io corressi come quello, farei il ladro.

io: -___-

M.: il ladro a piedi naturalmente.

io: -_______________________-

perchè io sono l'antisport, ma a guardarlo sono brava. ci tengo proprio. però non esulto, no, quello no. se poi sono particolrmente contenta, quando l'euforia tocca livelli parossistici, allora cercando di muovere il minor numero di muscoli possibile, esercito una leggera pressione con l'indice sul telecomando & lascio che le tacchette verdefosforescente del volume salganosalganosalgano. poi per evitare di ripetere il procedimento all'inverso, compiendo ulteriore lavoro, attendo che qualcuno si accorga del volume spropositato, entri nella stanza & abbassi il volume mentre io mi fingo addormentata.

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mercoledì, 23 agosto 2006

ieri,dopo che il mio esperimento era andato a puttane non appena ebbi sommatiamente calcolato lo sforzo & il consumo d'energia che un'eventuale rissa contro un eventuale  individuo con forti problemi a condividere con me la sua fase di deiezione avrebbe comportato, [tenendo conto di fattori come ad esempio l'acuirsi d'irascibilità & la necessità di perdere il minor tempo possibile che si manifestano in chiunque valichi la soglia di un cesso], dicevo,dopo aver preso tristemente coscienza di ciò,ho visto l'immagine di una me-Xena declinare verso l'immagine di una me-Me. così presi, uscii. siam uscite io & F. [o A.,dipende se smadonno & le lancio cristoni]. mia solita mezz'ora minima di ritardo.

ci si avvia, & chiaramente si sceglie democraticamente di non prendere la metro bensì il bus, perchè se nella metro sei obbligata a fare il biglietto, non lo sei invece nel bus. funziona così, lo sanno anche le pietre. mentre lei mi parla di nonsocheincertezzesulfuturoprossimo, io osservo guardingamente questi omaccioni rudi & sudaticci [non lo sono ma lo sembrano] nelle loro divise da autisti per scovare eventuali agende in cuio + cartellina, kit base del controllore; si parla poi di superaccessoriato se c'è tipo il giornale. pericolo sventato, si parte tutti allegramente per orizzonti sconfinati, sfrecciando nella città semivuota eeeeeh. [mani per aria & canti da gita]

poi così, giusto perchè siam ancora giavani, piene di vita & fisicamente potenti,si prosegue a piedi sino alla piazza, per poi sedersi al tavolino del pub con la grazia con cui un sacchetto dell'immondizia viene poggiato a terra dopo essere stato chiuso [nel momente in cui il sacchetto tocca il pavimento, si accorcia & s'allarga per poi tornare in posizione eretta, come ci fosse una molla dentro,per capirsi].

per i primi 5 minuti il menù anzichè assolvere alla sua funzione di menù, per la quale fu appositamente creato, funge da ventaglio,per poi essere casualmente guardato con non  curanza da una delle nostre eroine, che afferma in proposito "ah... prendiamo qualcosa?".più che affermare domanda,quindi. la cameriera, forse notando la criticità della situazione, forse gelosa della bellezza sconvolgente delle nostre due donne, forse orba o chissà, ci ignora per altri 5 minuti. [hey scusi, lei,ehmm sente maaaa .. la pagano per star qui,vero? bene .. allora muova un pò quel culo in questa direzione & porti qualcosa di fresco che sennò bestemmio così tanto da far scendere cristo dalla croce per chiedere i diritti sul suo nome alla siae,stronza malefica.]

tra le cose varie,chiediamo una birra rossa & una capiroska alla fragola. la birra non è rossa & la capiroska è solo ghiaccio. bene. fammi andare a pagare che sennò a sta maledetta la sfonno. beh, il tratto tavolino-cassa è stato un bel problema, l'ho vista un pò tragica. non ero più così splendida,diciamo. il vero dramma è stato quando alla cassa mi hanno chiesto :"che birra era?" .............. ehm .................. [occhi verso il cielo stile carlo verdone] niente domande difficili, eh, cazzo!

vengono aggirati diversi tentativi di rimorchio, diversi capitomboli, & data l'eccezionalità del caso, si è presa la funicolare, ergo 2 euro di biglietto, vai, roviniamoci. funicolare sclerogena come sempre. [sclero - gena].

e non ho parlato della colonna sonora.

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martedì, 22 agosto 2006
il sole suda.      LaghettO     L'AghettO     L.A. GhettO

madrugada sin descanso.    te ofrece una botella     la siguiente la pagaras.
perchè ccà nisciun è fesso.

erano belli i tempi in cui avevo le gelatine alla frutta al posto di un cervello.


 ora mi prendo,mi trascino con forza nel bagno, con l'intenzione di prepararmi per il mondo. poi però deciderò di stendermi per terra con il viso verso quel bel lampadario di vetro, con le braccia incrociate sul petto. non mi muoverò fino a quando qualcuno non entrerà nel bagno  & farà ciò che deve, incurante di me. giusto cercando di evitare di camminarmi addosso. se invece qualcuno entra & mi chiede cosa ci faccio lì l'ignorerò. se però insisterà arrivando addirittura a gridare, beh, allora sarò costretta ad alzarmi, prendere la trousse a forma di girandola & lanciargliela contro a mò di boomerang, segandogli la testa. [urlo alla Xena]

riprenderò poi posizione, previo occultamento del cadavere in questione nel mobiletto sotto il lavandino.

andiamo? andiamo.

"qual è il punto d'applicazione del vettore?"
"ah sì, lo disegno prof, vado?"
"e dove vai?"
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sabato, 19 agosto 2006

la scena onirica si apre con la sottoscritta avvinghiata ad un individuo che io,nella mia mente,so essere un membro dei Pulcher Femina,ma che in realtà potrebbe benissimo non esserlo,dato che non è che io che ne conosca le fattezze,ricordo solo una foto sul sito. comunque,si è io & lui che ci si bacia in maniera molto coinvolta,come si dice,con desiderio. poi però lui mi dice che se avevo intenzione di ascoltare un loro cd avrei dovuto accettare certe idee, quasi un credo per intenderci; al fine di rendermi edotta su tali idee, mi viene quindi presentato una specie di guru che si chiama Yanez, come quello di Sandokan. lui inizia a parlarmi, mentre intanto lo scena si è trasformanta in un cesso.

dopo qualche altro fotogramma di me con il mio sconosciuto & appassionato partner, la scena si trasforma nuovamente: lui scende da un palco mentre io gli avdo incontro, ma contro ogni mia aspettativa, lui procede oltre me. in tutto questo, lui ha anche assunto le sembianze di Alessandro Cattelan, con tanto di ray ban, il che risulta al quanto strano & sospetto dal momento in cui io non segua trl & non sia quindi,come dire,ossessionata dalla sua immagine. comunque,me lo vedo passare di fianco & andare verso una donna con un passeggino.qui scatta il momento topico del film in cui lei (io) capisce che lui ha un figlio che una che non sono io (lei). al che lui cerca di giustificarsi & io fingendo indifferenza dico :"che mi importa,cosa credevi volessi farci con te?"

la scena ora diventa stile medioorientedilaniatodallaguerra, uno stradone deserto con qualche rovina. a fagiolo,in quanto lui decide di piazzare una bomba per eliminare donna & bambino. per me. ma nel momento in cui salta la bomba,si creano crepe sul terreno,crepe che s'allargano sempre più,e mentre penso "maledetto coglione",la Terra espliode. si alza un polverone come quando crollano i palazzi [telecamera aerea] & l'iltima cosa che sento è la temperatura che sale, un boato & la voce di una mia amica che fino ad allora non era presente nel sogno, dire "sì vabbè,basta mò cò sto casino!" .

nessuna morale sull'amore che è la forza più grande dell'universo,o cose del genere.era così.per dire.

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sabato, 05 agosto 2006

sono insonne come non mi vien in mente cosa.succede anche che non dormo per 48 ore di fila.

io non ho capito niente.

sai cosa?,penso che dovresti venire nella mia stessa università,non perchè io voglia egoisticamente tenerti vicino & sentirti ogni tanto addosso,ma lo dico per te che insomma,diciamocelo,non sei pronto ad affrontare l'univesità,cosa che in realtà sono anch'io,impreparata intendo.no,lo dico perchè forse non si capiva bene.voglio dire,sarebbe un'idea carina.

così.

un'idea.

vorrei avere anch'io un conto un sospeso con una banca.come poomerang.per dirlo agli altri. "io & la mia banca abbiamo un conto in sospeso". giustamente, è riportato che Shatzy,in quanto donna meravigliosa,trovava geniale questa frase.& lo credo anch'io.dunque,per la proprietà transitiva. io SONO una donna meravigliosa.non nel senso che la proprietà transitiva pensa questo di me,non è un complemento di limitazione ma di causa.è la causa del mio essere meravigliosa,non il limite entro cui io lo sono,perchè lo sono & basta.non ci sono santi.

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sabato, 05 agosto 2006

dunque, splinder,mettiamo le cose ben in chiaro,io non ho la minima intenzione di dare un titolo ad ogni parola o chissacosa che mi verrà voglia di scrivere, insomma, non l'ho mai voluto fare.quando si facevano i compiti in classe non ho mai svolto un saggio breve, non l'avrei fatto nemmeno se il tema fosse stato "che fine ha fatto malcolm mcdowell dopo arancia meccanica?", per il timore di dover poi dare un nome a quella specie di insulto, quella sorta di pseudoriassunto che ogni saggio breve nella maggior parte dei casi è.i titoli, forse ero anche atterrita dalla banalità di quelli scelti dai miei compagni, che evidentemente [nonchè saggiamente] non ritenevano come la sottoscritta che la mediocrità di un titolo potesse minacciare la qualità del saggio stesso, considerazione ampiamente smentita successivamente.in realtà io un saggio o forse due, insomma un numero piccolo comunque, come le ore, dicevo, un saggio devo averlo scritto perchè ho un ricordo di me [primo piano, profilo destro] che penso ad un titolo, anche perchè probabilmente ci avrei messo di più a scegliere il titolo che..

...

sì, comunque titoli-riassuntivi non ne verranno messi, al massimo titoli-autosufficienti,autarchici & anarchici [non come contenuti, s'intende].

regola numero due,non avrò mai voglia di usare maiuscole dopo il punto.

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