giuro, lo giuro su samuel che non lo faccio apposta. l'estate dev'essersi portata con sè anche quel briciolo di concezione di tempo che m'era rimasta, perchè ormai sono irrecuperabile. inizio a prepararmi 3, e dico 3 ore prima dell'appuntamento ma faccio inevitabilmente tardi. e tutte le dannate volte penso "cazzo, adesso la prossima volta mi daranno appuntamento un'ora prima così magari [penseranno loro], non farò attendere nessuno ed invece proprio quella volta sarò puntuale e dovrò aspettare un'ora, fantastico!". perchè quando uno è destinato, è destinato ebbasta.
prima invece arrivavo sempre in orario, anche in anticipo a volte, perchè odio far aspettare. mi mettevo in un angolo ed osservavo un pò il mondo. ora accade che a momenti di frenesia et fretta assoluta si alaternino momenti di quiete da tempio buddista, che potrei anche dormire con gli occhi aperti se non fosse che ancora non ho imparato a farlo e che ancora ho la smania di osservarlo, il mondo.
e l'altro pomeriggio guardavo la gente passare, sono carini, sembra che davvero sappiano dove stanno andando, dove finiranno.
forse la causa del totale sballamento del mio orologio è legato al programma estivo di sonno, in cui la sottoscritta delibera che la soluzione ai suoi problemi è andare a letto al mattino e non la sera, per evitare [e devo dire con successo] qualsiasi raggio di luce solare la cui temperatura sia tanto alta da permettermi di sentire l'odore di carne bruciata.
Me contro Sole: 1 a 0
