domenica, 08 ottobre 2006

giuro, lo giuro su samuel che non lo faccio apposta. l'estate dev'essersi portata con sè anche quel briciolo di concezione di tempo che m'era rimasta, perchè ormai sono irrecuperabile. inizio a prepararmi 3, e dico 3 ore prima dell'appuntamento ma faccio inevitabilmente tardi. e tutte le dannate volte penso "cazzo, adesso la prossima volta mi daranno appuntamento un'ora prima così magari [penseranno loro], non farò attendere nessuno ed invece proprio quella volta sarò puntuale e dovrò aspettare un'ora, fantastico!". perchè quando uno è destinato, è destinato ebbasta.


prima invece arrivavo sempre in orario, anche in anticipo a volte, perchè odio far aspettare. mi mettevo in un angolo ed osservavo un pò il mondo. ora accade che a momenti di frenesia et fretta assoluta si alaternino momenti di quiete da tempio buddista, che potrei anche dormire con gli occhi aperti se non fosse che ancora non ho imparato a farlo e che ancora ho la smania di osservarlo, il mondo.


e l'altro pomeriggio guardavo la gente passare, sono carini, sembra che davvero sappiano dove stanno andando, dove finiranno.


forse la causa del totale sballamento del mio orologio è legato al programma estivo di sonno, in cui la sottoscritta delibera che la soluzione ai suoi problemi è andare a letto al mattino e non la sera, per evitare [e devo dire con successo] qualsiasi raggio di luce solare la cui temperatura sia tanto alta da permettermi di sentire l'odore di carne bruciata.


 


Me contro Sole: 1 a 0


 

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