ho appena scoperto [e con "appena" intendo qualche settimana fa] che nessuno e sottolineo nessuno e scrivo in grassetto nessuno e scrivo in grassetto sottolineato nessuno ha diritto ad essere arrabbiato. e nemmeno pensieroso. ricerche empiriche hanno ampiamente dimostrato [con un margine d'errore dello 0.9%] che nello stesso momento in cui un'ombra appare sul vostro viso, una luce s'accende nei vostri occhi e le pupille si spalancano, nello stesso momento dico, apparirà il sigmund freud di turno che vi chiederà con un fare sicuro [come se davvero e ripeto davvero (senza sottolinearlo) sia un loro diritto nonchè dovere farlo] : che hai?
non gli importa il fatto che magari non è accaduto nulla, che magari il manto stradale è così terribilmente affascinante che è impossibile non star lì a fissarlo come dei lobotomizzati. no, ci deve essere qualcosa. e loro sono lì per risolvertela, manca solo che dicano:"sono wolf, risolvo problemi". [in seguito wolf dirà anche, riferendosi al fatto che è inutile festeggiare prima di aver risolto totalmente & accettabilmente il problema:"non è ancora il momento di spompinarci a vicenda". credo di amare quell'uomo].
qualcuno glielo dica a questi egregi signori che non è così che funziona. a volte mi pare d'esser circondata da personaggi tipo agente smith di matrix. all'imporvviso la vecchia cicciona che è di fianco a te sotto la fermata dell'autobus si trasforma in agente smith con tanto di auricolare; la sua missione è mantenere i livelli di euforia alti, ma nemmeno troppo alti. insomma loro voglio sapere il problema ma non risolvertelo.
in effetti se qualcuno ha visto matrix coglierà subito l'inadeguatezza del paragone con l'agente smith, ma io quando penso a questa cosa penso a loro.
cioè ma sono veramente pessima oltre ogni limite umanamente consentito.
